Time to Travel

We load the suitcases and we are ready to go. The goal is not the best known, but the conditions are excellent. After a night of travel, immersed in the snow, we cross the border with Austria. Destination Graz.

The group of travelers is fun and varied: students, teachers, university collaborators and a driver. Loads of sandwiches and cameras.

We arrive in a quiet, livable and organized city, with a high percentage of contemporary architectural works and a few Italian waitresses. The hand of the architects is recognizable, the "Grazer Schule" is not part of the university program and yet knowing it seemed important for our course of study. But architecture is not the only thing encountered on this trip and neither is beer or sacher. The university centers and the tour around the city have shown us a reality that is not too far away for kilometers, but different from ours. A different culture and way of experiencing the city, history and places. The profession of the architect is also this, to find the most suitable way of living. Four days of red roofs and immense windows, an unthinkable contrast sometimes (the Italian superintendency would not agree too much) but of wonderful effect.

Napping a bit, we went home (as they always say after a trip) with a suitcase full of interesting ideas to start again and let's admit, even full of chocolate.

Erica Scalcione // Chiara Silenus

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Rientrando verso il centro, trovo inaspettatamente un ingresso tanto particolare quanto artistico. Non è grandissimo né tantomeno storico. Ci sono 18 tessere/lettere dello scarabeo che compongono 4 parole intersecate tra loro: “Clet. Libertà. Arte. Urbana.”.

È un’insegna!

Se ti trovi a Firenze vale la pena visitare lo studio di Clet in via dell’Olmo 8. È un piccolo ambiente dal sapore informale, affollato di installazioni, segnali stradali, stickers, cartoline, opere originali, riproduzioni, fogli, progetti abbozzati e strumenti del mestiere: un microcosmo caotico in perfetto equilibrio.

 

Nessun divieto, è aperto a tutti e l'entrata è libera!

Clet Abraham mi incuriosisce. È un artista controverso, creatore di nuovi significati attraverso un linguaggio visivo che rompe la quotidianità. Da diversi anni lascia la propria firma sui segnali (stradali), attaccando stikers divertenti e significativi, che lui stesso crea con cura. Le immagini si inscrivono nel segnale senza modificarne la leggibilità, ma connotandolo di un senso “altro” e trasversale.

Non più tardi delle 17 passeggiando per il centro vedo un “segnale d’arte”. È Clet! Pochi passi ed eccone altri. Inizia così l’inaspettata scoperta di una nuova arte a Firenze. Irriverenti, ironici, provocatori: gli adesivi ideati da Clet trasformano con tagliente sarcasmo il messaggio veicolato dai cartelli stradali sui quali vengono applicati. È curioso passeggiare per le vie di Firenze e scorgere qua e là, tra un famoso monumento e una chiesa antica, le tracce del suo passaggio. Il suo lavoro è un modo di esprimere critica e denuncia. È ironico ma intenso e permette una lettura diversa e nuova del mondo. Cambia il modo di vedere le cose attraverso la semplicità delle linee.

“Sempre più invaso dalla segnaletica stradale, lo spazio urbano deve farsi reversibile, aggiungere significati a quelli originari, orientare altri e nuovi gradi di lettura”.

Adoro camminare per le strade di Firenze e trovare i suoi disegni con sempre nuove idee che ispirano, che ci fanno riflettere, che ci permettono di fermarsi un attimo. I “segnali d’arte” sembrano essere l’alfabeto necessario per vivere in città. Clet trova il modo più efficace per diffondere arte e per comunicare dei concetti al maggiore numero di persone possibili usando il linguaggio urbano. La mostra non è più in un luogo preciso, ma diffusa per la città; Non esiste un orario particolare e una data di scadenza (le opere rimarranno fino a quando gli stickers resisteranno). Una forma d’arte unica!

Se ti trovi a Firenze attenzione: per le vie del centro si nascondono dei cartelli bizzarri, simpatici e anche un pochino scostumati.

 

Erica Scalcione

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